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Situato nel nord Astigiano al confine con il Torinese, il paese di Piovà Massaia si trova in un’area costituita da ampie colline e profonde e suggestive vallate. Un tempo denominata “Alto Monferrato“, essa rappresenta l’estremo baluardo di quello che era il Marchesato del Monferrato.

Nelle giornate limpide e soleggiate, dall’altura in cui sorgono le rovine della chiesa romanica di San Martino di Castelvero, è possibile ammirare tutti i numerosi paesi che dominano la pianura e le colline circostanti, ciascuno caratterizzato dalla sua chiesa parrocchiale e dal suo campanile, e molti anche da torri e castelli, a testimonianza di un passato di dominazioni feudali.

Nota anche come Terra dei Santi, questa zona, accanto ai suoi preziosi vitigni, ha visto nascere e crescere anche uomini e donne eccezionali, spesso raccolti sotto la definizione di “Santi Sociali”. Un fenomeno unico al mondo perché mai nessuna regione come il Piemonte, e in particolare questa parte di Astigiano, ha avuto, in circa un secolo, una così alta concentrazione di vite straordinarie che hanno fatto la scelta di dedicarsi completamente al prossimo, in particolare ai poveri e ai deboli. Piovà stessa ha preso il nome dal suo più illustre cittadino, il Venerabile Guglielmo Massaia, missionario in Etiopia per oltre 35 anni.

L’origine geologica della zona va riferita alla catena collinare che si estende sulla destra del Po da Superga a Valenza. Si reputa che la collina si sia formata nel periodo oligo-miocenico ed è costituita da marne ricche di fossili e di arenarie. L’abbondanza di conchiglie fossili, la scoperta di un delfino, una balenottera, un rinoceronte avvenute verso la metà del 1800, ci danno un’idea dell’ambiente e del clima di questa regione in quei tempi remoti, tanto da poter parlare oggi di “Colline del mare.

Probabilmente il villaggio di Piovà cominciò a formarsi con il Plebanato di Meyrate intorno all’anno Mille, quando Cocconato era diventato capoluogo di una importante Contea di cui “Plebata” faceva parte. Il suo nome derivò dal latino “plebs”, cioè “plebe”, e “pieve” si chiamava nei primi tempi della Chiesa l’unione dei fedeli soggetti a un solo Vescovo, di cui oggi importanti testimonianze sono date dagli esempi di romanico che caratterizzano l’intera zona.

Da marzo 2016 Piovà Massaia, insieme ad altri 84 Comuni, fa inoltre parte della Riserva della Biosfera del Programma MAB-Man and Biosphere Unesco.
Il processo per la proposta a Riserva MAB di “Colline Po Man and Biosphere Reserve” è iniziato nel 2014, con la consegna del Dossier di Candidatura il 30 settembre 2015, e si è conclusa a Lima, in Perù, durante la IV edizione del Congresso Mondiale MAB, in cui la richiesta è stata accettata e CollinaPo è stata dichiarata Riserva della Biosfera. L’obiettivo di questa candidatura è stato quello di promuovere, non solo il territorio del Parco Collina del Po, ma anche e soprattutto il contesto paesaggistico ed economico circostante di questo geobrand. Da sottolineare il fatto che la Biosfera CollinaPo è il primo caso di riconoscimento di Urban MAB in Italia, ovvero di un comprensorio naturalistico fortemente antropizzato con oltre un milione e mezzo di abitanti, appartenente a un’area geografica con un interessante biodiversità, ricca di acque e con crescente presenza di flora e di fauna.